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Migliorare il Magazzino (Sopravvivendo per Raccontarlo) – Una guida professionale pratica e ironica, scritta da Stefano Bianchi con la collaborazione di Forky

Loft Media Publishing inaugura la collana Guide di Sopravvivenza Professionale con un Manuale unico nel suo genere, dedicato ai professionisti della logistica e della supply chain

Come scegliere gli scaffali giusti per il magazzino? Come movimentare pallet e colli? Come trovare il giusto compromesso tra automazione e risorse umane? Insomma: come far funzionare meglio il magazzino?

Domande che trovano risposta in Migliorare il Magazzino (Sopravvivendo per Raccontarlo), il Manuale di Sopravvivenza Professionale scritto da Stefano Bianchi, consulente logistico che vanta un’esperienza più che ventennale in questo campo. Centosessanta pagine concrete, ricche di dati e non prive di ironia dedicate ai professionisti della logistica, della supply chain e dei magazzini, e pubblicate da Loft Media Publishing, casa editrice milanese specializzata in formule editoriali innovative indirizzate principalmente al mondo delle professioni e della creatività.

Tredici capitoli densi di consigli pratici e accattivanti infografiche, con un unico obiettivo: spiegare come rendere un magazzino migliore o costruirne uno da zero che funzioni davvero. Come recita la quarta di copertina: “uno strumento indispensabile per imparare a tempo record a gestire un magazzino in modo efficiente, con la garanzia di non rischiare di addormentarti mentre lo leggi”. L’ironia è infatti il fil rouge di un testo unico nel suo genere, che funziona come un manuale, ma si legge come un romanzo.

«Migliorare il Magazzino (Sopravvivendo per Raccontarlo) è la prima di una serie di guide dedicate al mondo del lavoro non prive di una buona dose di umorismo» spiega Paolo Conti, amministratore delegato di Loft Media Publishing. «Manuali pratici ed efficaci scritte da professionisti che sono Sopravvissuti per Raccontarlo e che possono fornire un aiuto concreto a chi lavora, o intende lavorare in uno specifico ambito professionale».

Le Guide di Sopravvivenza Professionale di Loft Media Publishing rappresentano un modello editoriale innovativo, mai sperimentato in Europa, che fa leva sui social network non solo per la promozione di ogni singolo volume, ma come una parte integrante del contenuto stesso. Migliorare il Magazzino (Sopravvivendo per Raccontarlo), primo volume della collana, ospita infatti gli interventi di Forky, attento osservatore del mercato della logistica che si cela dietro le sembianze di un piccolo muletto.

Nel libro, Forky pone a Stefano Bianchi domande scomode (a cui l’autore risponde). Ma nella Rete il muletto è un vero e proprio editorialista, molto attivo su Twitter e su The Biz Loft, dove ha un proprio blog.

Il libro è in vendita nello shop online della casa editrice con il 20% di sconto sul prezzo di copertina.

Titolo: Migliorare il Magazzino (Sopravvivendo per Raccontarlo)

Autore: Stefano Bianchi

Prezzo: 20 euro

Pagine: 160

Rilegatura: Brossura

Collana: Guide di Sopravvivenza Professionale

Genere: Manuali professionali, Logistica

Editore: Loft Media Publishing s.r.l.

Codice ISBN: 978-88-96959-01-5

La stampa italiana accoglie con calore il primo libro (in inglese) di LMP

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Wired, Milionarie, Innov’azione, La Stampa… Per il suo primo libro Loft Media Publishing ha scommesso su un modello di distribuzione innovativo e le prime reazioni della stampa sembrano darle ragione.

Too Lazy To Do It, il libro scritto da Lazy Guy libro che racconta 44 idee di business originali e non soggette a copyright è stato pubblicato per il momento soltanto in inglese ed è attualmente venduto sul mercato internazionale sia in forma diretta che su Amazon.com. Ma la stampa italiana l’ha accolto con entusiasmo e le copie vendute sul solo territorio italiano si contano ormai a centinaia.

Il 19 Gennaio Wired.it ha dedicato a Too Lazy To Do It l’home page del sito. L’apertura cattura l’attenzione dei lettori: “Scusi, mi affitta una capra?”. Ma non lasciatevi ingannare “Ogni idea illustrata in questo libro è concreta e assolutamente realizzabile”… anche le capre in affitto!, precisano gli autori.

Il periodico emergente diretto da Emil Abirascid Innov’azione, ha ospitato sul numero di Gennaio un articolo scritto dallo stesso Lazy Guy nel quale l’autore racconta ai lettori le motivazioni che l’hanno spinto a scrivere Too Lazy To Do It: “Un viaggio nella creatività imprenditoriale, per trovare ispirazione, accendendo magari la scintilla di un nuovo business”.

Due settimane più tardi, dalla colonne de La Stampa online, Valerio Mariani scrive che “il libro è un elogio a un certo tipo di creatività condivisibile, open source di cui tanto ci sarebbe bisogno soprattutto in Italia”.

Milionarie, ha dedicato a Too Lazy To Do It ben quattro pagine sul numero di Marzo, con un box dedicato a Cinkue.com, startup tutta italiana che proprio grazie alla community toolazytodoit.com ha spiccato il volo.

A oggi sono al momento più di 20 gli articoli sul nuovo libro di Lazy Guy apparsi sulla stampa italiana. 

Too Lazy To Do It – The Book è disponibile qui, in versione cartacea o e-book.

Aumenta l’uso dell’Rfid nel fashion italiano

L'Rfid è sempre più diffuso nella filiera italiana del fashion.

E' quanto emerge dal nuovo Insider Report “La Diffusione delle tecnologie a Radiofrequenza nella filiera italiana del Fashion” pubblicato oggi dal Cedites e da Aton Spa.

Il 2010 verrà ricordato per chi si occupa di Rfid come l'anno del Fashion, perchè innumerevoli sono state le iniziative tecnologiche, di comunicazione, di trasferimento della conoscenza, legate all’interazione fra questa tecnologia e questo importante settore industriale. Anche se non si può ancora parlare di uno sviluppo di massa, lo stato di adozione dell’Rfid è cresciuto sensibilmente fra le aziende che si occupano di confezionamento e trasformazione, con una “sensoriarizzazione” delle filiere. Ma a vari livelli, tutti gli operatori della filiera moda stanno studiando, sperimentando o applicando l’Rfid. Gli ambiti più rilevanti sono l’ottimizzazione delle procedure logistiche, il controllo della catena di distribuzione per ridurre l’impatto del mercato nero e del mercato grigio, l’incremento dell’intelligenza nelle procedure di Customer Relationship Management, il miglioramento dell’esperienza di acquisto del cliente nel retail, la fidelizzazione, l’ottimizzazione delle procedure nei punti vendita.

A confermarlo la seconda edizione del rapporto “La Diffusione delle tecnologie a Radiofrequenza nella filiera italiana del Fashion”, realizzato dal Cedites, l'unità di ricerca di Loft Media Publishing, in collaborazione con Aton.

“In questa nuova edizione – ha spiegato Paolo C. Conti, Ceo di Loft Media Publishing – abbiamo avuto l’opportunità di analizzare i dati confrontandoli con quelli dell’edizione precedente, del 2009. Le informazioni che sono state raccolte tra l'agosto e l'ottobre del 2010, confermano che una progressione positiva nell’adozione di questa tecnologia è innegabile.”

I ricercatori del Cedites ritengono che la diffusione dell’Rfid nel Fashion italiano si consoliderà in prima battuta negli anelli a valle della filiera: trasformazione, confezionamento, distribuzione e retail.

Gran parte delle catene produttive e distributive stanno procedendo in questa direzione, disseminando a vari livelli dispositivi di varia natura per ottenere una crescente quantità di informazioni che aiutano a costruire una business intelligence di filiera. Gestire la shopper experience, intercettando i bisogni e le emozioni in-store per capitalizzarle e sviluppare campagne promozionali e modalità di sviluppo dei prodotti, infatti, si evidenzia particolarmente strategico soprattutto per le imprese che operano nel comparto del Fast Fashion.

Il forte interesse degli operatori italiani nei confronti dell'Rfid è influenzato da diversi fattori, di ordine economico, logistico e, naturalmente, tecnologico. La necessità di una decisa tutela del branding e della produzione Made in Italy, ad esempio, che rappresenta un grandissimo valore aggiunto nella sfida con i competitor internazionali. Ma anche l’importanza di ottimizzare i flussi in una filiera molto complessa e diversificata. C’è poi l’aspetto tecnico favorevole che riguarda l’adattabilità delle soluzioni a radiofrequenza alla tracciabilità dei singoli capi.

“Dove è stato utilizzato, l'Rfid ha permesso un ritorno misurabile e in tempi contenuti – ha sottolineato Roberto Baldassar, nuovo vice Senior Bdm International Market – Enterprise Mobility Projects -. Questo ha portato a un nuovo livello di consapevolezza tra gli operatori del fashion. Si è chiarito che controllare il Grey Market con l’Rfid consente di abbattere i costi legali del 100 per cento. Si è chiarito che una logistica Rfid consente di dimezzare i tempi di spedizione e aumentare del 90% la velocità nella fase di controllo del confezionamento. E si è chiarito che trasformando con l’Rfid l’inventario in un processo in tempo reale si ottiene una precisione totale nella lettura dei capi e quindi nell’accuratezza dei dati. Ma, cosa più importante, si è finalmente chiarito che l’investimento necessario a implementare l’Rfid nei processi permette a un’azienda che si occupa di Fashion di incrementare sensibilmente il proprio giro d’affari, ripagando l’investimento stesso in non più di sei mesi”.

“Quella del Fashion è una filiera che unisce grandi volumi di produzione e vendita – ha concluso Giovanni Bonamico Marketing & Innovation Director di Aton – a un costo rilevante del singolo oggetto trattato, il che rende il costo del tag più sostenibile rispetto a quanto avviene in altri settori. Inoltre, la tipologia stessa degli oggetti, i capi d’abbigliamento e gli accessori, si adatta bene, nella maggior parte dei casi, all’uso dei tag Rfid”.

La fotografia che emerge è che, sebbene con maggior lentezza rispetto ad altri comparti come l’identificazione delle persone, l’alimentare, la logistica o la sanità, la diffusione delle tecnologie a radiofrequenza nel Fashion italiano procede oggi con notevole velocità, tanto da spingere molti addetti ai lavori ad affermare che l’Rfid sarà entro pochi anni una realtà consolidata in questo mercato.

Maggior informazioni sul nuovo Insider Report Cedites-Gruppo Aton e le modalità per ottenerlo, in versione digitale e cartacea, cliccando su questo link.

Loft Media Publishing ha un sito tutto nuovo

loft media publishing

Evoluzione della comunicazione per Loft Media Publishing, che ha raccolto i suoi prodotti editoriali e i servizi in un sito web di nuova generazione.

In questi giorni, infatti, la casa editrice milanese si presenta con un nuovo sito corporate, in cui sono presentati in dettaglio i prodotti editoriali (Rfid Italia, Too Lazy To Do It, Outsourcing Italia, Insider Report, Libri, RFid Tag Year Book), i servizi di comunicazione e gli Eventi. Coniugando esperienza, creatività e innovazione, Loft Media Publishing, oltre a utilizzare strumenti tradizionali è fortemente orientata al mondo dei social network. Ha infatti creato una rete di disseminazione che rappresenta oggi uno dei più potenti motori italiani per la diffusione di contenuti su Internet.

Flessibilità e chiarezza caratterizzano la proposta dei servizi. Loft Vox, ad esempio, è un nuovo sistema di comunicazione modulare che permette a università, aziende, enti pubblici e privati di raggiungere con precisione il target di riferimento, adattandosi in maniera dinamica alle esigenze di comunicazione di qualsiasi organizzazione. Al top dell'offerta Loft Vox 360 è la formula più innovativa, che utilizza soprattutto i social network (da Facebook a Twitter, da Linkedin a Youtube) per creare attorno all'azienda una vera e propria nuvola del business, coinvolgendo imprese e professionisti realmente interessati ai progetti e ai valori del cliente.

Tra le novità di servizio di Loft Media Publishing, si segnala Too Lazy To Do It Live!, uno show interattivo in cui discutere e commentare le idee di business dei partecipanti con l'obiettivo di trasformare le migliori in un business plan, dal vivo e con la partecipazione diretta del pubblico e di un panel di esperti.

Infine, Loft Media Publishing ha dato vita a un nuovo account su Twitter che raccoglie quotidianamente tutti le principali notizie prodotte dalle testate della Loft (Rfid Italia compresa).

Lmp annuncia l’avvio della distribuzione sul mercato internazionale del libro Too Lazy To Do It

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Per ogni copia venduta LMP donerà un dollaro a IdeasON Support Program, un nuovo  programma internazionale, permanente e dedicato al finanziamento di progetti di business creativi nella loro fase di start up.

Un viaggio attraverso 44 idee di business originali e creative, dalla più pragmatica a quella più ambiziosa, pensate per stimolare lo spirito imprenditoriale e trasformare il lettore in un business-man. Il libro, in lingua inglese, è edito da Loft Media Publishing e scritto da Lazy Guy, imprenditore e co-fondatore di TooLazyToDoIt.com, una delle community web più innovative, dedicata alla condivisione di idee creative di business.

Scritte con ironia e organizzate in tre categorie (Totally Creative, Smaller Ideas e Bigger Ideas), le 44 idee di Too Lazy To Do It accompagnano il lettore attraverso il business più innovativo, estroso e pragmatico. L’obiettivo del libro non è quindi una semplice descrizione delle idee:

Ogni idea illustrata in questo libro è concreta e assolutamente fattibile. Ma la mia intenzione è far capire ai lettori che, leggendo queste idee, possono incanalare il proprio flusso di energia creativa e trovare percorsi imprenditoriali nuovi e alternativi, spiega Lazy Guy.

Il lancio di Too Lazy To Do It coincide con l’inaugurazione di un nuovo progetto di Loft Media Publishing, IdeasON Support Program, partito il 1 dicembre 2010. L’iniziativa, internazionale e permanente, ha l’obiettivo di finanziare gli aspiranti imprenditori che vogliono avviare un nuovo business. IdeasON Support Program si avvantaggia dell’esperienza di una commissione composta da imprenditori, venture capitalists e giornalisti che hanno il compito di valutare le idee pubblicate su toolazytodoit.com.

Loft Media Publishing si impegna a donare al programma un dollaro per ogni copia del libro venduta e coinvolgerà diversi sponsor per incrementare il fondo. Too Lazy To Do It è in vendita su Amazon.com, toolazytodoit.com  e anche su un network selezionato di siti affiliati che Loft Media Publishing sta procedendo a creare.

Il libro è inoltre disponibile nel formato e-book.

L'autore

Lazy Guy ha 30 anni ed è sempre stato un creativo, ma allo stesso tempo troppo pigro per trasformare le sue idee in realtà. E’ uno di quei ragazzi che a scuola, secondo i professori, era molto intelligente ma non si applicava abbastanza. E’ nato a San Francisco e ora vive a Milano, si occupa quotidianamente di Toolazytodoit.com, progetto nato nel 2009 e di cui è co-fondatore.

Ecco i vincitori degli IdeasON Awards 2010

vincitori ideason awards 2010

Sabato 9 ottobre 2010, all’interno di Innovation Festival, si è concluso il premio “IdeasON Awards 2010. La tua Idea. Il tuo business”. I 12 finalisti si sono confrontati alla Loggia dei Mercanti di Milano, davanti ad una giuria di esperti e un pubblico interessato, presentando la loro idea e cercando di aggiudicarsi il primo posto all’interno di una delle 4 categorie.

Le 4 idee vincitrici sono:

ALIMENTAZIONE E SALUTE COLIBRìcco, di Alberto Peri: dispensatore di liquidi per persone con difficoltà motorie o problemi articolari.

ARTE MODA E DESIGN Plexipiano, di Paolo Testa: strumento da concerto e d’arredamento, tra plexiglas e tecnologia.

ENERGIA E SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE GIANT – Generatore Integrato Autonomo Non Tradizionale, di Manlio Boito: usare le onde del mare per produrre elettricità, idrogeno a basso costo, acqua desalinizzata / acqua calda ed eliminare la CO2.

INFORMATION & COMMUNICATION TECHNOLOGY Cinkue.com, di Sandro Diazzi e Simone Luciani: servizi & freelancer a partire da 5 fino a 200 euro!

Tra applausi, abbracci e premiazioni, IdeasON Awards 2010 è arrivato così alla sua conclusione. Per chi si fosse sintonizzato solo ora, però, c’è ancora una possibilità per conoscere le idee vincitrici: presso Smau 2010, Fieramilanocity, mercoledì 20, giovedì 21 e venerdì 22 ottobre (padiglioni 3-4, ore 9.30-18.30), allo stand di Too Lazy To Do It (all’interno dei “Percorsi dell’Innovazione”) saranno presenti COLIBRìcco, Plexipiano, GIANT e Cinkue.com. A breve tutte le informazioni.

Al via la produzione dei tutorial LMP sulle nuove tecnologie

E' dedicato al Software as a Service il primo di una seri di tutorial che loft Media Publishing dedicherà da oggi in poi alle principali tecnologie e metodologie aziendali emergenti.

Il tutorial spiega che cos'è il Software as a Service (Saas), come si inserisce nella logica del cloud computing e come può aiutare le imprese italiane. Con interviste esclusive a Francesco Soncini Sessa di @logistics Reply, Marco Bozzetti di Gea Lab e Raffaello Balocco del Politecnico di Milano.

Nasce RFID TAG YEARBOOK 2010, l’annuario internazionale dei tag RFID

Dalla collaborazione tra Loft Media Publishing, società di servizi e prodotti editoriali specializzata nel settore RFID – con il portale internet RFID Italia e con gli eventi RFID Award – e Veryfields.net il più grande e autorevole database online sui tag RFID, nasce RFID TAG YEARBOOK 2010l’annuario internazionale che promuove la più completa rassegna tecnica sulla produzione di tag UHF e HF dei principali leader del mercato.

L’annuario, realizzato in lingua inglese e rivolto principalmente a produttori, ricercatori e a tutti gli utilizzatori della tecnologia RFID, è distribuitogratuitamente in formato pdf sulla rete internet, scaricabile dall’indirizzo http://rfid-tag-yearbook.thebizloft.com Il nuovo prodotto editoriale, studiato per offrire una consultazione immediata e intuitiva, include tutte le informazioni principali per comprendere il funzionamento dei tag; inoltre l’annuario ospita contenuti dalle principali aziende del settore, integrando le tante novità e le specifiche tecniche con un’ampia panoramica informativa che fotografa lo stato dello sviluppo del settore. RFID Tag Year book 2010 prevede aggiornamenti periodici sia sulla parte relativa ai tag che sulle parti di approfondimento.

Per informazioni e approfondimenti: info@loftmediapublishing.com

 

Loft Media Publishing realizza per il Gruppo Aton l’evento Fashion+

aton fashion+

Il 23 Settembre 2010 Loft Media Publishing ha organizzato a Milano per il Gruppo Aton Fashion+, un evento realizzato nell'ambito della Settimana della Moda di Milano concepito per dimostrare le potenzialità della tecnologia Rfid nella filiera della moda.

Decine di manager del miglior Fashion italiano hanno trascorso due ore insieme, parlando di lavoro, ascoltando la visione di business del Gruppo Aton, che ha organizzato la manifestazione, ma soprattutto scoprendo in un modo del tutto originale i molteplici vantaggi che la tecnologia Rfid può portare al loro lavoro e al loro fatturato. Aton e i partner che hanno contribuito a rendere questo evento possibile (Inpinj, Lab-Id, The Big Space e il Cedites) ha dislocato nella galleria quattro isole tecnologiche con l’obiettivo di dimostrare in pratica come le tecnologie di identificazione a radiofrequenza possono cambiare profondamente, in meglio, i vari anelli della filiera del Fashion. Quattro installazioni a metà strada fra il design e la tecnologia, dedicate rispettivamente alla gestione della logistica di magazzino, al controllo del mercato grigio, alla tutela dell’autenticità dei prodotti e del Made in Italy, alla shopping experience.

I tag Rfid, le antenne, i reader, erano dappertutto, ma non si vedevano. Nascosti in abiti in miniatura, modellini di carrelli elevatori, strutture in legno create per l’occasione. I dimostratori agivano nelle isole tecnologiche come burattinai d’altri tempi, simulando le attività reali di chi lavora nella filiera della moda. Il resto lo facevano i tag, mettendo in moto meccanismi che si traducevano in immagini di forte impatto che apparivano sui monitor sparsi nella galleria. L’Rfid funziona, sembravano dire. E una volta tanto alle parole corrispondeva la prova dei fatti.

L’Rfid cambierà la moda” ha dichiarato il direttore commerciale del Gruppo Aton Mimmo Marchetti. “Alcuni di voi temono questa tecnologia perché ancora non ne vedono il ritorno dell’investimento. Ma affidando all’Rfid il lavoro adatto otterrete in breve tempo risultati concreti e misurabili.

L’Rfid potrà cambiare la filiera del Fashion entro il 2011

E' quanto emerge dal nuovo Insider Report sulla Diffusione delle Tecnologie a Radiofrequenza nela Filiera Italiana del Fashion pubblicato oggi dal Cedites e da Aton Spa

Divulgazione della Tecnologia e della Scienza, e Aton SpA, azienda che opera nel mercato dell’Enterprise Mobility e della tecnologia RFID, presentano oggi il nuovo Insider Report sulla Diffusione delle Tecnologia a Radiofrequenza nella Filiera Italiana del Fashion.

Il rapporto, primo nel suo genere, esamina tutti i principali anelli della filiera italiana della moda, dalla produzione alla trasformazione, dal confezionamento alla distribuzione, fino al retail, evidenziando per ognuno di essi lo stato di adozione, le opportunità potenziali, il commitment e le eventuali resistenze rispetto a questa nuova tecnologia.

Il Fashion è uno dei settori dell’economia italiana a cui la tecnologia di identificazione a radiofrequenza promette di portare maggiori benefici», ha dichiarato il Ceo del Cedites Paolo C. Conti. E lo farà agendo su tre assi: migliorando la tutela dei marchi del Made in Italy, incrementando l’efficienza delle filiere e stimolando l’acquisto grazie a una shop experience più coinvolgente e versatile.

In base ai risultati del rapporto, è molto probabile che un ruolo determinante verrà svolto da aggregatori non aziendali che accompagneranno le imprese in un percorso precompetitivo di conoscenza e sperimentazione.

Secondo Domenico Marchetti, Corporate Marketing Director di Aton SpA, L’Rfid porterà presto grandi vantaggi al Made in Italy, a patto che si verifichino alcuni fattori concomitanti: il successo di uno o più progetti di aggregazione volti a promuovere sforzi congiunti di filiera, uno sforzo di coordinamento istituzionale o di categoria, un adeguato sviluppo delle tecnologie, in particolare dei tag multifunzionali e dei software applicativi».

Attualmente, gli aggregatori più attivi e promettenti sono quelli che fanno capo all’Università di Parma, all’Università di Castellanza, all’Università La Sapienza e a Indicod-ECR. Al momento, la diffusione delle tecnologie Rfid nella filiera italiana del Fashion resta bassa, soprattutto fra le piccole e medie imprese che si occupano di produzione e trasformazione.

Più alto il tasso di adozione fra le grandi firme e presso alcuni grandi retailer. Tuttavia, il Cedites e Aton SpA prevedono che le prime rilevanti applicazioni di filiera italiane nel settore del Fashion arriveranno già dalla fine del 2009. In base ai risultati del rapporto, è molto probabile che un ruolo determinante verrà svolto da aggregatori non aziendali che accompagneranno le imprese in un percorso precompetitivo di conoscenza e sperimentazione.

Attualmente, gli aggregatori più attivi e promettenti sono quelli che fanno capo all’Università di Parma, all’Università di Castellanza, all’Università La Sapienza e a Indicod-ECR. Al momento, la diffusione delle tecnologie Rfid nella filiera italiana del Fashion resta bassa, soprattutto fra le piccole e medie imprese che si occupano di produzione e trasformazione. Più alto il tasso di adozione fra le grandi firme e presso alcuni grandi retailer. Tuttavia, il Cedites e Aton SpA prevedono che le prime rilevanti applicazioni di filiera italiane nel settore del Fashion arriveranno già dalla fine del 2009.

L'Insider Report sulla Diffusione delle Tecnologie a Radiofrequenza nella Filiera Italiana del Fashion sarà disponibile come download gratuito per tutti i soci dell'Rfid Italia Network a partire dal giorno 10 Agosto 2009.