E' quanto emerge dal nuovo Insider Report sulla Diffusione delle Tecnologie a Radiofrequenza nela Filiera Italiana del Fashion pubblicato oggi dal Cedites e da Aton Spa
Divulgazione della Tecnologia e della Scienza, e Aton SpA, azienda che opera nel mercato dell’Enterprise Mobility e della tecnologia RFID, presentano oggi il nuovo Insider Report sulla Diffusione delle Tecnologia a Radiofrequenza nella Filiera Italiana del Fashion.
Il rapporto, primo nel suo genere, esamina tutti i principali anelli della filiera italiana della moda, dalla produzione alla trasformazione, dal confezionamento alla distribuzione, fino al retail, evidenziando per ognuno di essi lo stato di adozione, le opportunità potenziali, il commitment e le eventuali resistenze rispetto a questa nuova tecnologia.
Il Fashion è uno dei settori dell’economia italiana a cui la tecnologia di identificazione a radiofrequenza promette di portare maggiori benefici», ha dichiarato il Ceo del Cedites Paolo C. Conti. E lo farà agendo su tre assi: migliorando la tutela dei marchi del Made in Italy, incrementando l’efficienza delle filiere e stimolando l’acquisto grazie a una shop experience più coinvolgente e versatile.
In base ai risultati del rapporto, è molto probabile che un ruolo determinante verrà svolto da aggregatori non aziendali che accompagneranno le imprese in un percorso precompetitivo di conoscenza e sperimentazione.
Secondo Domenico Marchetti, Corporate Marketing Director di Aton SpA, L’Rfid porterà presto grandi vantaggi al Made in Italy, a patto che si verifichino alcuni fattori concomitanti: il successo di uno o più progetti di aggregazione volti a promuovere sforzi congiunti di filiera, uno sforzo di coordinamento istituzionale o di categoria, un adeguato sviluppo delle tecnologie, in particolare dei tag multifunzionali e dei software applicativi».
Attualmente, gli aggregatori più attivi e promettenti sono quelli che fanno capo all’Università di Parma, all’Università di Castellanza, all’Università La Sapienza e a Indicod-ECR. Al momento, la diffusione delle tecnologie Rfid nella filiera italiana del Fashion resta bassa, soprattutto fra le piccole e medie imprese che si occupano di produzione e trasformazione.
Più alto il tasso di adozione fra le grandi firme e presso alcuni grandi retailer. Tuttavia, il Cedites e Aton SpA prevedono che le prime rilevanti applicazioni di filiera italiane nel settore del Fashion arriveranno già dalla fine del 2009. In base ai risultati del rapporto, è molto probabile che un ruolo determinante verrà svolto da aggregatori non aziendali che accompagneranno le imprese in un percorso precompetitivo di conoscenza e sperimentazione.
Attualmente, gli aggregatori più attivi e promettenti sono quelli che fanno capo all’Università di Parma, all’Università di Castellanza, all’Università La Sapienza e a Indicod-ECR. Al momento, la diffusione delle tecnologie Rfid nella filiera italiana del Fashion resta bassa, soprattutto fra le piccole e medie imprese che si occupano di produzione e trasformazione. Più alto il tasso di adozione fra le grandi firme e presso alcuni grandi retailer. Tuttavia, il Cedites e Aton SpA prevedono che le prime rilevanti applicazioni di filiera italiane nel settore del Fashion arriveranno già dalla fine del 2009.
L'Insider Report sulla Diffusione delle Tecnologie a Radiofrequenza nella Filiera Italiana del Fashion sarà disponibile come download gratuito per tutti i soci dell'Rfid Italia Network a partire dal giorno 10 Agosto 2009.


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